Cappuccetto Rosso stava passeggiando nel bosco col suo cestino , quando ad un tratto vide il lupo. Bianca dalla paura scappò a gambe levate, ma la bestia la chiamò
-Cappuccetto Rosso, perchè hai paura di me?

-Non conosci la favola tu?- Rispose Cappuccetto

-La favola? No, vuoi raccontarmela tu?-
Cappuccetto sbalordita si fermò, e si chiese se per caso il lupo non la stesse prendendo in giro.
Ci pensò un attimo e poi gli chiese
- Come ti chiami?-

- Pelocaldo, rispose il lupo- E tu?-

-Cappuccetto Rosso, mi sembra ovvio-

-Ma no, volevo sapere il tuo vero nome, non quello che ti hanno affibbiato a causa del tuo cappotto col cappuccio rosso-

-Ma,.... veramente... - rispose imbarazzata la bimba- io non lo conosco. Forse si sono dimenticati di darmelo-

-Rimediamo subito: ti piace Giada?-

-Sì, è proprio bello-

-Allora -disse il Lupo, ti chiamerò così. Avvicinati dai e raccontami quella favola-

-Davvero vuoi? Forse è meglio lasciare stare, quella storia mi fa paura , e vorrei dimenticarla-

-Come vuoi- Ma dimmi, cosa porti in quel cestino?-
Cappuccetto rispose al lupo che era un segreto, e se voleva scoprirlo, avrebbe dovuto insegnarle a conoscere le piante del bosco.
Il lupo non se lo fece ripetere due volte e cominciò a fare vedere alla bimba alcune piante.

-Vedi questa pianta con foglie così strette che somigliano a degli aghi? E' un pino: le foglie hanno quella forma per non trattenere la neve in inverno, o i rami potrebbero spezzarsi perchè, a differenza della maggior parte delle piante, il pino non perde le foglie in autunno. Questo è invece una betulla, dal caratteristico fusto bianco......-

Pelocaldo non finiva più di parlare, e Giada incantata, ascoltava tutto sorridendo.
Alla fine della lezione, il lupo chiese di svelargli il segreto.
Giada, con gli occhi che le brillavano, fece uscire dal cestino una scatola strana, che al tocco della bimba improvvisamente si illuminò.
- Cos'è mai questa roba? -esclamò Pelocaldo, visibilmente stupito e anche un pò deluso-

- E' un computer -rispose la bimba- , con questo posso fare tantissime cose. Ora ci scriverò tutto quello che mi hai insegnato, così non lo dimenticherò più, e a scuola porterò la più bella ricerca della classe, ne sono sicura: nessuna mia compagna avrà avuto un maestro bravo come te-

-Tutto qui?- chiese i lupo-

- Oh no, con questo posso mettermi in contatto con gente in tutto il mondo, trovare risposte a tante domande, vedere posti bellissimi, e anche giocare!-

-Puoi fare tutto questo con quella scatola? Non male, però se ho fame, quel computer, come lo chiami tu, mi porta il cibo? -

-Portartelo proprio no, ma può aiutarti. Sai cosa facciamo adesso? Tu mi dici tutte le cose buone che possiamo trovare adesso nel bosco; le raccogliamo, e poi io con il computer trovo una ricetta per fare un buon dolce con quegli ingredienti-

Poco convinto il lupo fece quello che gli era stato chiesto, e non se ne pentì affatto, perchè la sera, con l'aiuto della mamma di Giada, sulla tavola trionfava una gustosissima crostata con lamponi, mirtilli e more, accompagnata da una crema alle nocciole che era la fine del mondo.
Non vi dico che scorpacciata fece Pelocaldo, e quante altre volte i due si incontrarono per imparare, uno i segreti del bosco e l'altro le "magie" di quella scatola. E di Cappuccetto Rosso, la nonna e il lupo cattivo non se ne ricordò più nessuno